ADDIO A GIANPAOLO PANSA. HA RACCONTATO L’ITALIA

E’ morto il giornalista Giampaolo Pansa, aveva 84 anni. Ad annunciarlo su Twitter il Corriere della Sera per il quale era tornato a scrivere nel novembre 2019 curando la rubrica ‘Ritorno in Solferino’. Su ‘la Repubblica’ viene sottolineato che il giornalista e scrittore è stato vicedirettore del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e condirettore de ‘L’Espresso’.

Lutto nel mondo del giornalismo: è morto a Roma Giampaolo Pansa. Aveva 84 anni. Cronista e saggista, era nato a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, l’1 ottobre 1935. Lo scorso settembre era tornato a scrivere per il ‘Corriere della Sera’, di cui è stato inviato speciale dal 1973 al 1977, con la rubrica ‘Ritorno in Solferino’. Negli ultimi mesi aveva firmato anche una serie di articoli sul giornale online ‘The Post Internazionale’.

Sposato con Lidia, nel 1962, ha avuto un figlio, Alessandro, morto 55enne nel 2017. La scittrice Adele Grisendi è stata sua compagna. A 26 anni aveva cominciato a scrivere per ‘La Stampa’. Una laurea in Scienze politiche a pieni voti. Pansa ha lavorato anche per ‘Il Giorno’ di Italo Pietra. Poi il ritorno al quotidiano torinese come inviato da Milano, fra il 1969, anno della strage di piazza Fontana, e il 1972, prima di passare per un paio d’anni a ‘Il Messaggero’, di cui è stato redattore capo. E’ stato a “la Repubblica” 14 anni, dal 1977 al 1991, prima come inviato speciale, poi come vicedirettore e in seguito come editorialista. Ha scritto anche per i settimanali ‘Epoca’ (con la rubrica da lui ideata ‘Quaderno italiano’), ‘L’Espresso’ e ‘Panorama’.

Per il giornale fondato dalla Mondadori ha creato la popolare rubrica ‘Bestiario’, proseguita successivamente si “L’Espresso”, che lasciò in contrasto con la linea editoriale. Tra le altre esperienze qualle con ‘Il Riformista’, ‘Libero’ e ‘La Verità’. E’ stato anche autore anche di diversi romanzi e saggi. Fra i più noti e discussi, ‘Il sangue dei vinti’ sulla Resistenza. E ancora: ‘Le notti dei fuochi’ del 2001 sulla guerra civile italiana che portò all’avvento del fascismo, ‘I figli dell’Aquila’ e, nel 2011, ‘Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri’. Su di se’ si attiro’ le accuse di revisionismo, e non furono poche le contestazioni in occasione della presentazione del suo libro in giro per la Penisola. 

Nella sua lunga carriera, da attento notista politico, ha raccontato vizi e virtu’ del Belpaese, coniando termini divenuti di uso comune. Fu sua l’espressione “Balena bianca” per definire la Democrazia Cristiana, mentre da osservatore della sinistra non si risparmio’ in critiche in alcuni casi sferzanti dapprima verso il Partito Comunista e poi verso il fronte progressista. “Scrivo da un paese che non esiste piu'”. Fu questo l’attacco scelto per raccontare, in una sua corrispondenza per La Stampa, la tragedia del Vajont. 

Tra le prime reazioni a caldo c’e’ quella di Mario Calabresi, che invita a ricordarlo come “grande maestro di come si raccontano le cose” e non per le “polemiche”. Suo bersaglio erano a volte anche i colleghi. Uno dei titoli piu’ celebri della sua fitta produzione libraria e’ “Comprati e venduti. I giornali e il potere negli anni ’70”. Ancor piu’ famoso e’ un articolo del 1980, “Il giornalista dimezzato”, nel quale fustigava l’ipocrisia di chi “cedeva meta’ della propria professionalita’ al partito all’ideologia che gli era cara e voleva comunque servire anche facendo il mestiere”. 

Per Fiammetta Modena, senatrice di Forza Italia, “apprendere dalle agenzie che Giampaolo Pansa ci ha lasciati, e’ come perdere un parte della nostra vita, della nostra autocritica. Non c’e’ piu’ una Penna con la P maiuscola capace di insinuare dubbi, di ragionare sugli eventi da prospettive non scontate, diverse, contro corrente. Lo voglio ricordare – aggiunge Fiammetta Modena – con le sue parole nel testo ‘Sangue, sesso, soldi’: ‘mi inquieta l’avvenire del nostro paese, oggi immerso in una crisi destinata a durare per un tempo lungo… invece il passato mi pare meno carico di pericoli rispetto al futuro’. Dove sta andando la nostra Repubblica? Verso il baratro o ‘sapra’ ritrovare la fiducia e la forza che l’hanno aiutata a superare tante crisi?’. L’eredita’ umana e culturale di Pansa ci accompagnera’ in questa ricerca. Lo piangiamo con dispiacere e rispetto”, conclude la senatrice Modena.

“Apprendo con dolore della scomparsa di Giampaolo Pansa. Leggerlo, conoscerlo, confrontarsi con lui è sempre stato una occasione di crescita culturale e morale. Ha cancellato omissioni, menzogne e luoghi comuni. Con il coraggio di chi ha vissuto e raccontato la storia più recente e drammatica d’Italia. I suoi libri e il suo coraggio intellettuale sono una ricchezza della Nazione che ne farà per sempre un punto di riferimento di libertà e di verità”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia).

 “Mi addolora la scomparsa di Giampaolo Pansa, ha accompagnato la politica italiana con la lente spietata del vero giornalista, fino alla fine. Certe persone non dovrebbero morire mai”. Lo scrive su Twitter Gianfranco Rotondi, deputato di Forza Italia.