ADDIO A MONICA VITTI, REGINA DEL CINEMA ITALIANO

 L’Italia piange Monica Vitti. Regina del cinema, e’ morta a 90 anni. ‘Attrice di grande ironia e di straordinario talento, ha conquistato generazioni di italiani con il suo spirito, la sua bravura, la sua bellezza. Ha dato lustro al cinema italiano nel mondo’: cosi’ il presidente del Consiglio ricorda Monica Vitti, morta oggi a 90 anni. Era nata Maria Luisa Ceciarelli a Roma, il 3 novembre del 1931 ed era assente dalle scene dal 2001, quando fu ricevuta al Quirinale per i David di Donatello. Musa di Michelangelo Antonioni, regina della commedia all’italiana al fianco di Alberto Sordi. Sofia Loren: ‘Sono molto addolorata, Vitti era una grande attrice’. 

L’ultima volta che Monica Vitti si era mostrata in pubblico fu nel marzo 2002, quando presenziò alla prima italiana di “Notre-Dame de Paris”; nei mesi successivi fu fotografata in giro per le vie di Roma e poi a Sabaudia in compagnia del marito. Poi per vent’anni il silenzio, interrotto solo da ricorrenti voci sul suo stato di salute e “fake news” su presunti ricoveri in clinica. La grande attrice si era ritirata dalle scene a causa di una malattia degenerativa, come ha recentemente raccontato in un’intervista il marito, il fotografo e regista Roberto Russo, sposato nel settembre 2000 dopo 27 anni di vita in coppia.

Cinque David di Donatello, tre Nastri d’Argento, dodici Globi d’Oro, un Ciak d’Oro e un Orso d’Argento come miglior attrice a Berlino nel 1984 con il film ‘Flirt’. Questi i premi di cui e’ stata insignita Monica Vitti, con il Leone d’Oro assegnatole nel 1995 a celebrare una splendida carriera artistica cominciata nel 1954 e interrotta nel 1990. Ha riscosso un grande successo anche con programmi televisivi, l’ultimo dei quali (“Domenica in”, dove aveva uno spazio tutto suo di una dozzina di minuti) risale all’edizione 1993-94. Piu’ di 50 i film cui Monica Vitti ha preso parte.

 Tra questi Deserto rosso, regia di Michelangelo Antonioni (1964),  La ragazza con la pistola, regia di Mario Monicelli (1968) – La donna scarlatta (La femme ecarlate), regia di Jean Valere (1969) – Amore mio aiutami, regia di Alberto Sordi (1969) – Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca), regia di Ettore Scola (1970) – Nini’ Tirabuscio’, la donna che invento’ la mossa, regia di Marcello Fondato (1970) – Il frigorifero e Il leone, episodi di Le coppie, regia di Mario Monicelli e Vittorio De Sica (1970), Io so che tu sai che io so, regia di Alberto Sordi (1982) – Scusa se e’ poco, regia di Marco Vicario (1982) – Flirt, regia di Roberto Russo (1983), Teresa la ladra, regia di Carlo Di Palma (1973) – Polvere di stelle, regia di Alberto Sordi (1973) – Il fantasma della liberta’ (Le fantome de la liberte’) di Luis Bunuel (1974) – A mezzanotte va la ronda del piacere, regia di Marcello Fondato (1975) – Qui comincia l’avventura, regia di Carlo Di Palma (1975) – L’anatra all’arancia, regia di Luciano Salce (1975) – Mimi’ Bluette… fiore del mio giardino, regia di Carlo Di Palma (1976) – Macchina d’amore e L’equivoco, episodi di Basta che non si sappia in giro, regia di Nanni Loy e Luigi Comencini (1976).

“Antidiva” dalla “forte personalita’” e “anticonformista” sui giornali stranieri – dalla Francia alla Russia, fino agli Stati Uniti – Monica Vitti e’ ricordata non solo per la sua carriera cinematografica ma anche per quello che ha rappresentato come donna. L’agenzia francese Afp sottolinea che l’attrice, morta all’eta’ di 90 anni, “ha magistralmente illuminato l’opera iconica del suo connazionale Michelangelo Antonioni”. “Uno sguardo morbido, venato di malinconia, una voce roca ammaliante e uno squillo indomito: Monica Vitti incarna perfettamente i tormentati personaggi della ‘trilogia dell’incomunicabilita” di Antonioni”. Il sito di Paris Match, invece, dedica un’ampia photogallery alla sua carriera “che ha segnato la storia del cinema”.

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