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CAMBIA IL MONDO DEL LAVORO E CAMBIANO LE COMPETENZE NECESSARIE PER TROVARE OCCUPAZIONE. SU COSA DOBBIAMO AGGIORNARCI?

Il lavoro non sta cambiando solo per gli effetti della pandemia e per le nuove consapevolezze dei lavoratori, ma anche per l’evoluzione dei ruoli e per il legame sempre più ampio tra capacità umane e digitali. Per trovare occupazione bisogna avere competenze più spendibili in questo nuovo contesto.

La pandemia ha accelerato un cambiamento già in atto nel mondo del lavoro. Una trasformazione destinata ad avere un impatto importante sull’economia e sull’architettura lavorativa.
Diverse analisi hanno stimato che entro il 2025 oltre 85 milioni di posti di lavoro potrebbero subire un cambiamento radicale, con la sostituzione dell’uomo con le macchine o la divisione dei compiti tra questi due soggetti. Allo stesso modo, è probabile che possano nascere oltre 90 milioni di nuove posizioni adatte al nuovo scenario.

La lettura di questi dati ci porta a riflettere su quali siano le skills sulle quali concentrare i nostri sforzi per essere appetibili nel mondo del lavoro del futuro, e quali competenze sviluppare per non restare indietro.

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Photo by Tara Winstead on Pexels.com

UN NUOVO CONTESTO: NON BASTA AGGIORNARSI PER RESTARE COMPETITIVI

Il concetto chiave da comprendere è che l’innovazione non sta (solo) migliorando quello che già esiste, ma sta creando delle novità.
Questo approccio va applicato anche a se stessi: non basta più fare meglio quello che abbiamo fatto finora o che sappiamo fare, ma serve prepararsi a cose mai fatte – a volte anche sconosciute.

I dati rilevano che in diverse zone del mondo la disoccupazione non è data dalla mancanza di posti di lavoro, ma dall’impossibilità di occupare i posti disponibili perché non esistono soggetti con le competenze necessarie.

Può aiutarci l’esempio di Paolo Gallo, executive coach, autore e professore associato alla Bocconi di Milano, in un’intervista di qualche mese fa: “Se io oggi fossi un eccellente aggiustatore di macchine da scrivere, non sarebbe sufficiente aggiornarmi su nuove tecniche di riparazione per restare sul mercato, perché per scrivere la maggior parte delle persone usa dispositivi elettronici”.

C’è chi è già nel mondo del lavoro e chi si appresta ad entrarci scegliendo un percorso di studi o una specializzazione. Nel primo caso bisogna seguire i cambiamenti della propria professione perché tante cose non stanno scomparendo, ma si stanno evolvendo. Per restare appetibili è indispensabile aggiornarsi e formarsi, avere le capacità per svolgere quei mestieri che restano formalmente uguali, ma che necessitano di competenze nuove o ibride.
Nel secondo caso la scelta deve essere ponderata, ma non necessariamente forzata dal mercato. Studiare lo scenario economico, valutare dati, trend e qualsiasi spunto rilevante a livello sociale, può aiutare a scegliere con consapevolezza. Analizzare il mondo e il suo andamento può, inoltre, agevolare la scoperta di nuove passioni e nuove tendenze. La curiosità, la motivazione e la dedizione devono restare dei requisiti primari per affrontare ogni percorso con la giusta coscienza.

DOVE NON ARRIVANO (PER ORA) I ROBOT. SERVE PUNTARE SULLE SOFT SKILLS E SULLA CREATIVITA’

I lavori che possono essere automatizzati sono destinati alle macchine. In alcuni casi, queste stesse macchine, possono essere più veloci, accurate e superiori a un umano.
Alla luce di questa trasformazione diventa importante concentrare la propria formazione sulle skills che le macchine non possono avere (per ora, vedi il caso di Nikolay Ironov): la creatività, il problem solving, la capacità di comunicare, l’empatia.
Queste abilità non sono fini a se stesse né completamente separate dalle abilità digitali: la previsione è che ci saranno sempre più lavori che avranno bisogno di una forte collaborazione tra le capacità umane e il rendimento delle macchine digitali.

In questo contesto assumono sempre più valore le soft skills (abbiamo approfondito l’argomento in un precedente articolo): quelle competenze che determinano la capacità di saper risolvere un problema nel nuovo sistema digitale.

Verranno affiancate alle competenze tecniche dei robot quelle tipicamente più umane, come la capacità di saper risolvere un problema complesso e non tecnico o la capacità di collaborare.

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