CORONA PARTY AI PARIOLI DI ROMA

La Corona dei Borbone andata smarrita e ricreata con pietre “simulanti” dal gemmologo investigativo Ciro Paolillo e dal suo team di ricerca, è stata esposta per una notte a casa dei marchesi Paolo e Laura Dentice di Accadia (Dentice delle Stelle) nota famiglia della nobiltà napoletana, riportata anche nel libro di araldica “I Borboni delle Due Sicilie”.

Una Corona, quella dei Borbone o meglio la storia della sua misteriosa sparizione si ritrova così al centro di un giallo  “L’Enigma della Corona” trattato mirabilmente da Ciro Paolillo, per ventidue anni anni docente di Gemmologia Investigativa alla Sapienza di Roma, che ha incuriosito e appassionato attraverso 
il racconto di una storia vera che supera ogni fantasia. 

E’ stato così proposto l’appassionante “Enigma della Corona – Carlo III di Borbone e i diamanti Farnese”.  Ciro Paolillo, dopo una breve introduzione di Paolo Dentice di Accadia che ha voluto dedicare la serata al padre “storiografo” di famiglia e  meridionalista convinto scomparso due anni fa, sin da subito affascina la platea tra aneddoti e curiosità che certo non mancano in questa incredibile ricreazione di un gioiello unico al mondo.

Tra i primi ad arrivare (oltre 150 gli ospiti intervenuti) il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, Flavio ed Isabella Borghese, discendenti anche loro da famiglia di nobiltà napoletana legata al Casato Borbone citata nel libro, la principessa Giorgia Pacelli, Samaritana Rattazzi, Ignazio e Sylvia Carrassi del Villar, Manfredi Mancinelli Scotti, Maria Consiglio Marigliano Visco, Roberto Diamanti e Biancaneve Codacci Pisanelli, il presidente di Almaviva Alberto Tripi con la moglie Vivi,  Paolo De Angelis con la moglie Anna, Paolo e Marina Astaldi, Orsola Del Favero con Maurizio Basile, Domitilla Cenci Bolognetti, i notai Giovanni Pocaterra, Mario Scattone, Antonio Verde, Renato Votta, Paola Cardelli, Leonardo Milone. 
“Ci sono volute 3500 ore ed uno straordinario team di ricerca per ricreare la corona – ricorda Paolillo in apertura – per ricostruire sulla base di un disegno originale ritrovato all’Archivio di Stato di Napoli, raffigurante la corona con tutte le sue pietre,  riproducendo con lo stesso taglio lo straordinario diamante che la impreziosiva: il cosiddetto “Gran Farnese” posseduto dalla madre di Carlo III, Elisabetta Farnese, regina consorte di Spagna e modificato affinchè dalla naturale tinta rosa purpurea diventasse viola”. 
Da qui si innesca quello che si potrebbe definire un caso di “gemmologia investigativa”. 

La corona fu disegnata e ordinata nel 1732, due anni prima che Carlo sedesse sul Trono di Napoli. 
Del “Gran Farnese” – Paolillo terrà a precisare  “che proveniva dai giacimenti indiani di Golconda, gli unici in produzione a quel tempo”. 

I veneziani importavano da lì diamanti grezzi attraverso Madras o Goa prima che i portoghesi li soppiantassero.  

Elisabetta Farnese commissionò la corona all’incisore francese Claude Imbert, che per realizzarla si avvalse di artefici fiorentini.
La platea sempre più incuriosita ed in primis Laura Pierallini Dentice di Accadia,  padrona di casa e noto avvocato internazionalista, vorrebbe sapere che fine ha fatto la corona.
Ci sono volti noti della tv: lo showman Rai, Savino Zaba e Simona Napolitani, giudice a Forum.
Non mancano professionisti e imprenditori: Leonardo Quagliata, Giancarlo Paglietti con la moglie Carla, Carlo Maccallini, Allberto Pierallini con la moglie Iolanda, Dante e Silvia Casini, Claudio e Antonella Montanari, Federico Vecchio con la moglie Claudia Dal Brollo , Fabio De Lillo,  Francesco Giancaspro con la moglie Paola Del Tosto, Luigi Capello con Akiko Gonda, Gianfranco Amoruso con la moglie Lizzie, Nicola e Vanda Antoniozzi, Enrico e Loredana Pietropaoli, Giancarlo e Pierandrea Frè Torelli con le mogli Fulvia e Susanna,  Francesco ed Emanuela Semmola Pietrolucci,  Luciana Felici, Marco Moretti.

Sotto la regia della padrona di casa il “narrato” è accompagnato e seguito da drinks e dinner natalizi.

La Corona di straordinario valore, la misteriosa sparizione, il ruolo di Horatio Nelson ed Emma Hamilton poi  calamitano l’attenzione in particolare di Alessandra Barosini Pirelli, Cristiana Gambarota , Raffaella Lanzetta ed Angela Mirabile. 
Paolillo non delude le attese e incanta la platea tra slides e filmati su maxischermo con aneddoti dell’epoca.


La corona fu ereditata da Ferdinando IV di Borbone, il figlio di Carlo. La portò con sè a Palermo sulle navi dell’ammiraglio Nelson quando i francesi invasero Napoli nel 1798. Al suo ritorno, caduta la Repubblica Partenopea nel 1799, la corona non c’era più.
“Non escludo che ne abbia smontato le pietre per pagare e finanziare i mercenari sanfedisti, o che sia finita a Nelson cui regalò anche la cosiddetta “Spada del Potere”, appartenuta a Luigi XIV e poi finita ingloriosamente sul mercato ai giorni nostri” è la versione più credibile secondo Ciro Paolillo di come andarono le cose. La sola elsa, venduta per poche sterline all’asta in Inghilterra, fu rubata quando se ne appurò la storia. Mistero sulla fine del damante “Farnese”.  Si suppone che un ruolo chiave lo abbia avuto Lucia Maria Migliaccio, duchessa di Floridia, seconda moglie morganatica del Re delle Due Sicilie Ferdinando I di Borbone. “Spero sempre che un giorno salti fuori da qualche parte.  

I diamanti si possono smarrire, ma non distruggere” ricorda Paolillo. “Un rosa purpureo di 42 carati sarebbe quotato oggi centinaia di milioni di dollari”.

La pietra più preziosa della Corona , che fu la più importante nell’Europa del 700 ovvero il famoso diamante viola Farnese da 42 carati, incastonato al suo centro, è stata resa con un’ametista dal taglio antico che duplica, sia pure con valore infinitesimamente minore, il diamante più unico che raro.
Che forse davvero violla non era…. la misteriosa Storia della Corona raccontata nel volume, firmato da Paolillo con Annamaria Barbato Ricci per Gangemi Editore, offre tra le sue pagine molti indizi circa la sua sparizione. L’ombra dell’arcano, però, resta, aleggia e incuriosisce, in primis per la sorte di un diamante così maestoso, mai più comparso nel mercato delle aste. La replica mostrata nel salone per una notte “regale”  è in argento dorato con oltre 300 cubik zirconio taglio antico, simulanti i diamanti bianchi ed un’ametista quadrata per il diamante violetto.

Si chiude a notte fonda con brindisi ai misteri della storia e anche delle famiglie reali. E con una ghiotta anticipazione sul destino della nuova Corona.

La Corona verrà donata da Ciro Paolillo al Tesoro di San Gennaro. 

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