COVID. DRAGHI, ‘TORNIAMO A NORMALITA”

“L’obiettivo del governo era il ritorno alla normalità, i provvedimenti approvati in cdm riconoscono che questo ormai è uno stato a cui siamo arrivati. Sono provvedimenti molto importanti che eliminano quasi tutte le restrizioni che hanno limitato i nostri comportamenti nei mesi passati”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa dopo il Cdm che ha approvato all’unanimità il decreto sull’uscita dalla fase di emergenza: “A fine marzo terminerà lo stato di emergenza, per quella data scioglieremo il Cts, il cui lavoro non è finito ma continuerà con l’Iss e con il Consiglio superiore di sanità”.

“Il Cts ha dato un supporto straordinario alle decisioni difficilissime che il precedente e questo governo hanno preso, ha dato il supporto anche psicologico per poter dire che le decisioni sono state prese sulla base della scienza e non sulla base delle sensazioni” sottolinea Draghi, che poi aggiunge: “Voglio ringraziare il ministro Speranza che ha vissuto tutta l’esperienza della pandemia e della vaccinazione dall’inizio alla fine, è stata una prova straordinaria anche dal punto di vista psicologico. Devo ringraziare anche il governo precedente che si è trovato a prendere decisioni in una condizione di straordinaria difficoltà”. Ringraziamenti anche al generale Francesco Paolo Figliuolo, la cui nomina alla guida della struttura commissariale ha rappresentato una “svolta radicale e di progresso” nella lotta alla pandemia. “Voglio ringraziare tutti gli italiani per l’altruismo, per la pazienza che hanno dimostrato in questi due anni. All’estero siamo sempre percepiti come un popolo che manca di senso civico, ma non è vero: gli italiani sono stati bravissimi durante la pandemia, sono state raggiunte punte di vaccinazione tra le più alte in Europa. Di questo occorre andare fieri” sottolinea Draghi, che rimarca: “Grazie ai vaccini sono stati evitati 80 mila decessi in più in Italia nel solo 2021”. “I provvedimenti di oggi prevedono un graduale superamento di strumenti come il certificato verde. Il green pass è stato un grande successo, che ci ha permesso di riprendere l’economia, l’anno scorso con il green pass l’economia è cresciuta al 6,5%” afferma inoltre il premier, che precisa: “Con il Consiglio dei ministri di oggi facciamo passi fondamentali verso la riapertura. Ma osserviamo con grande attenzione l’andamento della curva epidemica e siamo pronti ad adattare il nostro apparato, anche in senso più espansivo se è il caso” spiega il premier.

“Oggi è un giorno importante, chiudiamo uno stato di emergenza che ci accompagna dal 30 giugno 2020 e che ha segnato il nostro Paese”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza dopo il consiglio dei ministri, aggiungendo: “Superiamo definitivamente il sistema a colori, continueremo il monitoraggio ma questo non sarà più connesso alle ordinanze del venerdì”. “Sulle mascherine confermiamo l’impianto esistente fino al 30 aprile, restano obbligatorie al chiuso” rivela Speranza, che annuncia: “La sospensione da lavoro che conseguiva alla mancata vaccinazione non avverrà più, per gli over 50 basterà il green pass base fino al 30 aprile”. “La sospensione dal lavoro – aggiunge – resterà solo per il personale sanitario, i lavoratori delle strutture ospedaliere e delle rsa: in questo caso il prolungamento dell’obbligo è al 31 dicembre”. “Con questo provvedimento – spiega inoltre Speranza – superiamo le quarantene per contatto, che erano già superate per la popolazione vaccinata e ora le superiamo per tutti gli italiani. Resterà in isolamento esclusivamente chi è positivo al virus, questa misura avrà un impatto significativo nelle scuole”. “Superiamo il green pass in modo graduale con 2 step: un primo step immediato dal primo aprile riguarderà la larghissima parte dei luoghi all’aperto, mentre un secondo passaggio dal primo di maggio riguarderà anche i luoghi al chiuso” annuncia poi il ministro. “In questo momento – sottolinea infine Speranza – non ci sono evidenze scientifiche che portano a dire quarta dose per tutti, nessun Paese a livello europeo e mondiale lo sta immaginando”. “Siamo partiti – aggiunge -con la quarta dose per gli immuno- compromessi, e in queste ore stiamo valutando una ipotesi di estensione alle fasce generazionali più avanzate”. “In ogni caso – assicura il responsabile della Salute – noi saremo pronti, abbiamo le dosi a disposizione e non avremmo problemi a fare una quarta dose a tutti”.

Facci sapere cosa pensi