DEF, VIA LIBERA DEL PARLAMENTO ALLA RISOLUZIONE DI MAGGIORANZA

Via libera di Camera e Senato alla risoluzione di maggioranza sul Documento di economia e finanza e sulla Relazione al Parlamento. Il Def, che aggiorna le previsioni di finanza pubblica per il periodo 2022-2025 e definisce le linee principali di politica economica del Paese dei prossimi anni, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 6 aprile.  Nuove misure di sostegno a famiglie e imprese. Nei prossimi giorni un nuovo decreto legge metterà sul tavolo 5-6 miliardi di aiuti che dovrebbero prevedere tra le altre cose una proroga del taglio alle accise su benzina e diesel, nuove misure per l’accoglienza dei profughi ucraini e ulteriori interventi contro il caro-bollette.

All’esecutivo si chiede anche di proseguire, “in uno spirito di collaborazione con il Parlamento”, nell’iter dei disegni di legge indicati nel Def, attribuendo priorità a quelli contenenti riforme abilitanti per il Pnrr. La lunga lista contiene anche la proroga del termine entro il quale le abitazioni unifamiliari devono concludere i lavori per il Superbonus 110%. Inoltre si impegna l’esecutivo a valutare la possibilità di cessione dei crediti a soggetti diversi da banche, istituti finanziari e assicurazioni consentendo la cessione non solo ad esaurimento del numero delle possibili cessioni attualmente previste, ma anche prima.

Un capitolo è destinato anche al Patto di Stabilità e Crescita con la richiesta di promuovere una revisione sostanziale del meccanismo che tenga conto delle esigenze di ripresa socio-economica in ciascun stato membro, a partire dal mantenimento dell’attivazione della clausola generale di salvaguardia, ove necessario, anche nel corso del 2023, per consentire di continuare ad adottare le necessarie misure di flessibilità di bilancio finalizzate a ridurre al minimo l’impatto economico e sociale della grave crisi economica.

Un passaggio è dedicato al Fisco. Il governo si impegna a “improntare la logica propria degli strumenti deflattivi del contenzioso anche alla valutazione delle effettive possibilità per il contribuente di far fronte al proprio debito erariale, per trovare il corretto punto di equilibrio tra interessi erariali e salvaguardia della continuità aziendale” e vengono sollecitati “maggiori poteri di indagine e controllo” da parte ella Riscossione e l’implementazione di banche dati interoperabili. Sul fronte lavoro, la maggioranza chiede di puntare al rafforzamento del “dialogo con le organizzazioni sindacali, datoriali e del lavoro autonomo” anche guardando a “sgravi fiscali o contributivi” e “iniziative necessarie a risolvere le emergenti problematiche di carattere sociale rafforzando le misure per affrontare la povertà alimentare ampliando anche il bonus sociale e le crescenti disparità generazionali, territoriali, di genere e salariali, con interventi finalizzati ad invertire il trend demografico del Paese, anche dando piena attuazione agli interventi previsti dal family act”. 

Risorse aggiuntive sono sollecitate per il sistema sanitario, la scuola, l’Università e la ricerca. Si impegna il governo a mantenere gli impegni nell’attuazione del Green New Deal e nello sviluppo delle rinnovabili. Infine il Patto di Stabilità e la clausola di salvaguardia: si impegna l’esecutivo a “promuovere una revisione sostanziale dello stesso meccanismo del Patto di Stabilità e Crescita, che tenga conto delle esigenze di ripresa socio-economica in ciascun Stato membro, a partire dal mantenimento dell’attivazione della clausola generale di salvaguardia, ove necessario, anche nel corso del 2023, per consentire agli Stati membri di continuare ad adottare le necessarie misure di flessibilità di bilancio finalizzate a ridurre al minimo l’impatto economico e sociale della grave crisi economica”. 

Facci sapere cosa pensi