EX ILVA. L’ALTOFORNO2 NON SI FERMERA’

Il Tribunale del Riesame di Taranto ha accolto il ricorso dei commissari dell’ex Ilva, bloccando lo stop all’AltoForno2. Viene concessa “la facoltà d’uso dell’altoforno 2, subordinata all’adempimento delle residue prescrizioni, in tutto o in parte non attuate”, si legge nella decisione depositata nella cancelleria del Tribunale. E viene così accolto, “nell’interesse di Ilva Spa in Amministrazione straordinaria”, l’appello presentato lo scorso 17 dicembre, annullando l’ordinanza del giudice monocratico del 12 dicembre scorso.

Il tribunale del Riesame di Taranto accoglie l’appello e per l’effetto “annulla l’ordinanza del giudice monocratico in sede del 10 dicembre 2019 ed il provvedimento connesso del 12 dicembre 2019 concedendo all’appellante la facoltà d’uso dell’altoforno due”. Lo stabiliscono, a quanto si apprende, i giudici del Riesame di Taranto accogliendo il ricorso dei commissari dell’Ilva in As. Un accoglimento soggetto però a condizioni. La proroga infatti è subordinata all’adempimento delle residue prescrizione in tutto in parte non attuate in particolare assegnando i seguenti termini: “a decorrere dalla data di deposito della presente ordinanza 6 settimane per l’adozione dei cosiddetti dispositivi attivi a decorrere dalla data del 19 novembre 2019; 9 mesi per l’attivazione del caricatore automatico della massa appare nella Mat; 10 mesi per l’attivazione del campionatore automatico della ghisa; 14 mesi per l’attivazione del caricatore delle aste della Maf e sostituzione della Maf”, conclude. 

“Grande soddisfazione della struttura commissariale che ha sempre mantenuto la sua fiducia nei confronti della Magistratura”. E’ quanto emerge da fonti vicine ad Ilva in amministrazione straordinaria dopo che oggi il Tribunale del Riesame di Taranto ha accolto il ricorso presentato il 17 dicembre dalla stessa Ilva e col quale ha chiesto di annullare il no alla proroga per i lavori all’altoforno 2 espresso il 10 dicembre dal giudice Francesco Maccagnano ed arrivato 24 ore dopo il si’ alla proroga manifestato invece dalla Procura di Taranto.

Il verdetto favorevole del Riesame ha adesso tre effetti immediati: blocca le procedure di spegnimento dell’altoforno 2,attivate subito dopo il no del giudice, mantiene il sequestro ma ripristina la facolta’ d’uso dell’impianto che era stata tolta consentendone cosi’ i lavori, e fa avviare le nuove trattative tra Ilva ed ArcelorMittal per il salvataggio ed il rilancio del gruppo in un clima meno complicato. Nella vicenda ultima, Ilva ritiene che dopo i primi interventi fatti, l’altoforno 2 sia piu’ sicuro rispetto allo stato in cui era a giugno 2015, quando ci fu l’incidente mortale sul lavoro. La proroga – sostiene l’azienda – serve ora a migliorarne la sicurezza e a comprimere ulteriormente il rischio. Il giudice Maccagnano sostiene invece che una proroga a Ilva significa porre in pericolo chi lavora all’impianto, sottolinea che l’azienda di proroghe ne ha avute gia’ diverse, e che le prescrizioni di cui si parla sono state ordinate cinque anni fa. Ma ora il Riesame ha accolto il ricorso della proprieta’ dell’impianto restituendo anche al gestore in fitto ArcelorMittal la possibilita’ di continuare a produrre con questo altoforno.