Persone in fila

LE 5 REGOLE PER VIVERE PIENAMENTE LA VITA DURANTE UNA PANDEMIA

Il New York Times, dopo aver ascoltato il parere di numerosi esperti e scienziati, ha stilato un breve elenco di comportamenti e di regole che possono ridurre i rischi e vivere allo stesso modo una vita normale nell’attesa che la situazione coronavirus sia sotto controllo. 
Sebbene i contagi siano in calo, l’emergenza non è ancora finita. Il rischio di una nuova ondata di Covid-19 è reale, come dimostrano i piccoli (o medi) focolai ancora presenti in molte parti del mondo. Non si può, tuttavia, vivere perennemente in lockdown. Questo non vuol dire smettere di rispettare le disposizioni, i protocolli o far finta che nulla sia successo. Il giornale americano, consultando gli esperti, ha voluto fornire gli strumenti necessari per prendere con più consapevolezza le decisioni: dall’andare a cena fuori, andare in chiesa o semplicemente dal barbiere. 

1 – CONTROLLARE E VALUTARE LO STATO DI SALUTE DELLA ZONA IN CUI SI VIVE
Il virus non ha colpito in maniera uguale tutte le regioni italiane. E anche all’interno della stessa regione ci sono stati luoghi maggiormente esposti alla malattia, e quindi al contagio, rispetto ad altri. L’indicatore dell’andamento delle percentuali dei casi positivi è il primo che deve essere preso in considerazione. Sebbene in Italia non sia semplicissimo reperire i dati sui tamponi in maniera autonoma – e gli stessi dati sono stati spesso messi in discussione – è possibile attraverso i servizi messi a disposizione dalla Protezione Civile, questo il link: (http://www.protezionecivile.gov.it/attivita-rischi/rischio-sanitario/emergenze/coronavirus) e da altri organi di informazione, seguire l’evoluzione dei contagi. Quando il numero complessivo di casi è basso o in calo, possiamo ritenerci più sereni, ma allo stesso tempo restando vigili. Molta più cautela quando il conteggio è alto, inizia a salire o si sviluppa molto vicino a dove vivi o nei posti che frequenti abitualmente. 
2 – CREARE UN UNA “BOLLA” DI CONTATTI STRETTI
E’ assodato che restare con i membri della propria famiglia è sicuramente il modo per restare più al sicuro. Se si vuole allargare il numero di persone con cui passare il tempo il consiglio è quello di ridurre al minimo i contatti stretti creando un circolo di persone con cui incontrarsi abitualmente e con cui si deve instaurare un rapporto di completa fiducia. Inizialmente evidenziando quali sono gli spostamenti abituali e le persone con cui si entra in contatto, poi comunicando le eventuali modifiche della routine. Questa soluzione può essere ottimale, per esempio, per le famiglie con bambini, per permettere ai piccoli di giocare liberamente con gli amici. L’attenzione è sempre sulle abitudini delle persone che compongono questo circolo: i figli più grandi possono iniziare a incontrarsi con gli amici o uno degli adulti dovrà tornare a lavorare in ufficio. L’importante è parlarsi per poter poi prendere le decisioni con serenità e coscienza. 
3 – GESTIRE LE POSSIBILITA’ DI ESPOSIZIONE AL RISCHIO
Il futuro, almeno a breve termine, sarà di compromessi. Occorre scegliere le attività più importanti per noi ed evitare quelle che hanno meno importanza. Come evidenzia il New York Times: è più importante visitare un genitore anziano che sta invecchiando o partecipare a un party di lavoro? Il rischio va gestito e ogni membro di una famiglia dovrebbe gestire questo rischio assegnando delle priorità alle scelte. L’esposizione è bassa se si va una volta a settimana al supermercato o se si pratica attività fisica all’aperto, ma molto alta quanto si partecipa a una cena in un ristorante al chiuso o altissima se si passa del tempo in mezzo alla folla. E’ come gestire, secondo il parere di uno degli esperti intervistati dal giornale, una portafogli con dei punti bonus mensili che “spendi” ogni volta che prendi una decisione. Spendi poco, quando il rischio è minimo, tanto quando il rischio è massimo. Non è possibile fissare un budget uguale per tutti o perfettamente funzionale, ma è proprio qui che interviene la scala di priorità di ognuno di noi. 
4 – RIDURRE AL MINIMO LA DURATA DELLE ATTIVITA’ RISCHIOSE
Il quarto consiglio è quello di far durare il meno possibile le attività maggiormente rischiose. I dati, purtroppo, non sono ancora completi e non si ha ancora la certezza di quanto tempo occorra stare vicino a una persona infetta per essere contagiati. Questo rende difficile fare una stima esatta, ma allo stesso tempo alcuni studi hanno evidenziato come i fattori che possono entrare in gioco sono molti e possono essere in qualche modo “controllati” per ridurre il rischio. L’ideale è passare poco tempo in posti chiusi e spostare, quando possibile, le attività sociali all’aperto. Resta importante indossare la mascherina quando si parla a stretto contatto con qualcuno e rispettare il distanziamento sociale. Le attività al chiuso sono le più pericolose, il consiglio degli esperti è quello di ridurre sotto i 60 minuti il tempo di esposizione. In questo caso stimare il rischio, come anticipato, è molto complicato: bisognerebbe tener conto della ventilazione della stanza, le dimensioni, le persone all’interno e altri fattori. 
5 – CONTINUARE A SEGUIRE LE LINEE GUIDA E LE REGOLE PRECAUZIONALI
E’ fondamentale non abbassare la guardia e continuare a seguire tutte le linee guida e le regole che oggi, come si riscontra in diverse parti del mondo, iniziano a essere meno stringenti e non rispettate da tutti. La speranza è quella di non registrare un aumento di contagi esponenziale, ma rischiare è da incoscienti. Come riporta il New York Times, sarebbe saggio adottare queste abitudini per il prossimo futuro: portare sempre con sè una mascherina e indossarla in tutte le occasioni a rischio (spazi chiusi, durante gli acquisti, in ufficio o tutte le volte che si è a stretto contatto con una persona); continuare a rispettare il distanziamento sociale e prediligere le attività sociali all’aperto; lavare e igienizzare spesso le mani, soprattutto dopo aver toccato le superfici pubbliche maggiormente rischiose (come i pali dei mezzi pubblici, le maniglie o i pulsanti dell’ascensore). Adottare queste pratiche è fondamentale, ancor di più se un membro della famiglia o del gruppo della cerchia ristretta è a maggiore rischio. Per il rispetto di se stessi e degli altri 
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